MERIDIAN

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CASE STUDY Infrastrutture Marittime

5.53oW, 55oE meridian

Introduzione

Il monitoraggio delle complesse operazioni di un terminal container — incluse le attività lato mare, di piazzale e lato terra — è essenziale per valutare l’efficienza operativa, la produttività e il valore economico complessivo [1]. Con l’accelerazione dell’automazione portuale e della digitalizzazione, l’integrazione del monitoraggio satellitare nei processi portuali esistenti permette di creare un quadro operativo dinamico, abilitando analisi precedentemente inattuabili.
Le analisi storiche e predittive possono migliorare significativamente la gestione del terminal. Inoltre, il confronto in tempo reale con i dati di altri porti e hub logistici globali rafforza la trasparenza di catene di fornitura eterogenee. In questo contesto, il telerilevamento satellitare integra i dati raccolti in situ, fornendo alle autorità portuali e agli stakeholder esterni uno strumento flessibile di Business Intelligence. Ciò è particolarmente valido per i sensori a microonde attivi, che consentono un monitoraggio remoto continuo su scala globale, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche o di illuminazione.
La sfida principale risiede nella stima accurata delle proprietà degli oggetti osservati a partire dalle misurazioni grezze del sensore. In questo post, presentiamo un caso studio basato sulle immagini SAR (Synthetic Aperture Radar) di ESA Sentinel-1 per stimare e monitorare l’area totale occupata dai container nel piazzale di un terminal. Sebbene l’area occupata sia un indicatore indiretto (proxy) — piuttosto che una misura diretta del volume totale — essa rappresenta un parametro critico dell’attività economica e dell’efficienza logistica.

Il Segnale SAR

Il processo di stima inizia distinguendo, nell’immagine SAR, la superficie libera del piazzale (assimilabile all’asfalto) dalle aree coperte dai container. Alla lunghezza d’onda della banda C di Sentinel-1, un piazzale pavimentato agisce quasi come un riflettore speculare; la sua sezione radar equivalente normalizzata (sigma nought) varia tipicamente tra -10 dB e -20 dB per le polarizzazioni VV e HH ai normali angoli di incidenza [2].

Al contrario, i container metallici agiscono come riflettori diedri. La loro geometria innesca un effetto di diffusione multipla, che restituisce al sensore un segnale retro diffuso significativamente più forte.

La Figura 1-a) riporta un’immagine SAR di un piazzale parzialmente occupato da blocchi di container. La Figura 1-b) mostra la distribuzione statistica della sezione equivalente radar per i due tipi di superficie evidenziandone una netta separazione: l’intensità del segnale dell’asfalto rimane ben al di sotto dei -10 dB, mentre i blocchi di container occupano un intervallo di intensità molto più elevato (curva rossa), consentendo una discriminazione robusta basata su test a soglia.

Figura 1-a). Esempio di immagine SAR di un piazzale portuale parzialmente occupato da blocchi di container. Dati: ESA Sentinel-1 SAR, polarizzazione VV, spaziatura: 10 m. Data: 2024/02/20.
Figura 1-b). Distribuzione statistica empirica della sezione equivalente radar (sigma nought) per superfici assimilabili all’asfalto e superfici coperte da container metallici. Dati: ESA Sentinel-1 SAR, polarizzazione VV, spaziatura: 10 m.

La Soluzione

Il nostro approccio per stimare l’occupazione dello stoccaggio segue una catena di elaborazione strutturata (Figura 2). I dati vengono recuperati dal Copernicus Data Space Ecosystem (CDSE) tramite API. Sebbene il CDSE consenta l’elaborazione lato server, la nostra pipeline può essere implementata anche on-premise per requisiti personalizzati.

Il flusso di lavoro consiste in:

  • Pre-processing: Riduzione del rumore e trasformazione logaritmica pixel-per-pixel della serie temporale SAR.
  • Rilevamento: Applicazione di una soglia di intensità ottimizzata per isolare le aree dei container ad alta retrodiffusione.
  • Processing Morfologico: Filtri morfologici binari vengono applicati all’output per sopprimere il rumore residuo e rifinire le forme degli oggetti.
  • Quantificazione: Calcolo delle aree dei pixel connessi per derivare la superficie totale occupata nel tempo.
Figura 2. Schema di elaborazione per la stima dell’area dei blocchi di container in serie temporali di immagini SAR Sentinel-1.

Risultati e Discussione

Abbiamo elaborato due serie temporali (caso A e caso B) di dieci anni con risoluzione temporale media di 30 e 12 giorni, rispettivamente, per osservare le tendenze a lungo termine.

  • Caso A (Figura 3): Il grafico mostra una chiara e costante espansione dell’area occupata, tipica di un terminal in crescita.
  • Caso B (Figura 4): Questo esempio rivela una firma differente. Tra il 2016 e il 2020, il terminal mostra le oscillazioni tipiche di una struttura a pieno regime. Un netto calo è visibile durante la pandemia di COVID-19 nel 2020, seguito da un graduale recupero di quattro anni verso i livelli pre-crisi.

Tali tendenze, pur richiedendo l’integrazione con dati economici in situ o immagini multispettrali (es. Sentinel-2 MSI) per una validazione completa, forniscono una base oggettiva ad esempio per la market intelligence e l’analisi degli investimenti infrastrutturali.

Figura 3-a). Caso A: esempio di immagini SAR Sentinel-1 di un terminal container in due date distinte. Dati: sigma naught, polarizzazione VV, risoluzione spaziale (pixel spacing) 10 m, intervallo temporale medio di 30 giorni.
Figura 3-b). Caso A: area occupata dai container in funzione del tempo, stimata attraverso l’elaborazione di una serie temporale di 10 anni di immagini SAR Sentinel-1 sull’area di interesse. I dati sono stati sottoposti a smoothing per filtrare variazioni repentine e mettere in risalto il trend di crescita dell’area occupata.
Figura 4-a). Caso B: esempio di immagini SAR Sentinel-1 di un terminal container in due date distinte. Dati: sigma naught, polarizzazione VV, risoluzione spaziale (pixel spacing) 10 m, intervallo temporale medio di 12 giorni.
Figura 4-b). Caso B: stima dell’area in funzione del tempo per l’area di interesse di figura 4-a).

Limitazioni e Sviluppi Futuri

Sebbene questo studio dimostri le potenzialità del monitoraggio remoto, i raffinamenti sono costanti. Un obiettivo chiave per Meridian è la soppressione dei lobi secondari (side lobes) — artefatti d’immagine causati dall’estrema riflettività dei bersagli metallici che possono portare a una sovrastima dell’area occupata. L’integrazione dei dati SAR con dati multispettrali e gli indicatori economici aumenterà ulteriormente la robustezza delle nostre interpretazioni.

A presto per altre novità!

Bibliografia

[1] Tsagkaris, P.; Moschovou, T.P. The Impact of Automation on the Efficiency of Port Container Terminals. Future Transp. 2025, 5, 155. https://doi.org/10.3390/futuretransp5040155.

[2] M. Skolnik “Radar Handbook,” 3rd Edition, McGraw-Hill, Boston, 1990.

Disclaimer

Le analisi qui riportate hanno scopo puramente illustrativo e metodologico.

Credits

This page contains modified Copernicus ESA Sentinel data (2026), processed via Copernicus Data Space Ecosystem (CDSE) by MERIDIAN – Data & Geospatial Intelligence.

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